Le calorie  controlliamo ma senza saperle contare

Le calorie controlliamo ma senza saperle contare

A MENO CHE  non si segua una dieta ferrea, pochi sanno davvero quante calorie assumono ogni giorno e la tendenza è quella di sottostimare il totale. Almeno questo è quanto accade ad un terzo degli inglesi. Da uno studio condotto su oltre 4mila persone, infatti, emerge che gli uomini assumono in media quotidianamente 3mila calorie ma dichiarano di prenderne soltanto 2mila. Stessa differenza di percezione tra le donne: dichiarano di prenderne 1500 ma in realtà sono 2500. Insomma, sembra che in generale le persone pensino di mangiare o almeno di assumere meno calorie di quanto non avvenga in realtà. Come mai questa discrepanza? E in Italia come stanno le cose?

• GLI ITALIANI E LE CALORIE
In realtà, gli italiani sono sempre più attenti e disciplinati a tavola. Da una recente indagine svolta dall’Osservatorio Nestlé- Fondazione ADI che ha analizzato un campione totale di oltre 55mila italiani, emerge per esempio che è in aumento il numero di «maniaci» del controllo delle calorie ingerite: dal 2011 all’ultima rilevazione del 2014 si è registrato un aumento di 4 punti percentuali (dal 10% al 14%). Inoltre, si controllano anche le porzioni: il 26% fa attenzione a ciò che mette nel piatto. E’ aumentata, però, la percentuale di italiani che si ritiene molto soddisfatta o soddisfatta (dal 36% al 41%) del proprio aspetto fisico il che lascerebbe pensare che anche da noi c’è una sotto-stima delle quantità di calorie ingerite.

•  POCA MEMORIA PER GLI SGARRI ALIMENTARI
Secondo i nutrizionisti inglesi la tendenza a sottostimare le calorie che assumiamo è tipica di tutti coloro che si mettono a dieta e ai quali viene chiesto di tenere un diario alimentare. “Accade un po’ perché ci si dimentica di alcuni cibi che si mangiano e un po’ perché quando si sgarra si preferisce nasconderlo al dietologo”, spiega Alison Tedstone del Public Health England.

•  ERRORI DI VALUTAZIONE 
In realtà, è molto difficile avere un’idea dell’apporto calorico dell’alimentazione. “Le persone si fanno un’idea in base al comportamento che hanno deciso di adottare – spiega Pasquale Strazzullo, presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu). Naturalmente chi vuole dimagrire si impegna per cercare di regolarsi, ma commette spesso degli errori di valutazione. Per esempio, si tende a pensare che consumando yogurt si stia assumendo un alimento poco calorico in realtà un vasetto di yogurt intero con frutta e spesso zuccheri aggiunti ha un apporto calorico sostanzioso che può arrivare intorno alle 150 chilocalorie”.

•  QUANDO SI MANGIA AL BAR E AL RISTORANTE
Un altro motivo per cui si sottostimano le calorie, è che a volte si fa colazione al bar oppure si pranza o cena al ristorante e non sempre sul menù sono indicate le calorie. Inoltre, in alcuni casi vengono serviti degli ingredienti a parte come salse o altri condimenti che aggiungono sapore ma anche calorie. Un’altra difficoltà che si incontra anche quando si mangia a casa riguarda il condimento: “Soprattutto quando non cuciniamo noi – prosegue il nutrizionista – è difficile capire quanto olio c’è in una pietanza: un cucchiaio di olio apporta 150 chilocalorie e quando si cucina una verdura in padella si mette dell’olio. Quindi, possiamo essere indotti a pensare di aver mangiato un alimento ipocalorico (le verdure) ma in realtà l’olio ha fatto la sua parte e rende anche le verdure più caloriche”.

•  LA MISURA DI UNA PORZIONE 
E poi c’è la questione della quantità di cibo da mettere nel piatto. In alcuni ristoranti le porzioni sono più abbondanti, in altri invece sono minime e anche a casa non sempre ci regoliamo allo stesso modo: quando siamo molto affamati, per esempio, riempiamo il piatto un po’ di più, mentre se siamo molto motivati a dimagrire la porzione è più misurata.

• LE CALORIE CHE SI BEVONO 
Anche le bibite ci fanno prendere calorie. Un bicchiere di vino rosso, per esempio, fornisce in media 75 calorie, uno di birra 34 ed uno di succo di frutta 56. C’è tanta gente che mette tanto zucchero anche nel caffè, bibite gassate che contengono in media sulle 50-60 calorie un bicchiere di 100 ml

• UN CALCOLO SPESSO INUTILE ……
Ma, dopo tutto, contare le calorie di tutto ciò che mangiamo è davvero utile o rischia di essere uno sforzo che genera solo stress? “In realtà, serve davvero a chi è in sovrappeso e chi è sedentario e ha superato i 40 anni perché con l’età il metabolismo rallenta, il dispendio di calorie diminuisce e quindi bisogna mangiare di meno ma in modo oculato per non perdere massa magra” chiarisce Strazzullo. Chi, invece, pratica sport o comunque si muove ogni giorno, può concedersi qualche preoccupazione in meno.

• ….E A VOLTE DANNOSO
Attenzione, però, a non esagerare: “Quando il calcolo delle calorie diventa un’ossessione si determina uno squilibrio comportamentale che oltre ad essere dannoso dal punto di vista psicologico, può causare anche degli errori alimentari perché si riducono alimenti che apportano nutrienti fondamentale, specie le proteine”. Per esempio? “Chi deve seguire un regime ipocalorico – prosegue il nutrizionista — deve stare attento all’apporto di proteine: quindi si tende a diminuire il consumo di carne rossa per evitare i grassi ma bisogna integrare con quelle fornite dai legumi così come se si evitano il latte intero e i suoi derivati bisogna ricorrere al latte scremato”.

•  UN AIUTO DALLE APP 
Naturalmente esistono numerosissime applicazioni che aiutano a rendersi conto di quanto e come si mangia. Alcune permettono di contare le calorie e reperire le informazioni nutrizionali dei cibi grazie allo scan per i codici a barre. Sono d’aiuto? “Certamente sono uno strumento che può