Dieta iposodica

La dieta iposodica è una terapia alimentare caratterizzata da un basso apporto di sodio, finalizzatao alla riduzione della pressione sanguigna nei soggetti caratterizzati da ipertensione arteriosa.

In origine, la dieta iposodica aveva come caratteristica principale la limitazione degli alimenti contenenti sodio o sale da cucina aggiunti e l’abolizione del cosiddetto sale «discrezionale» (quello aggiunto a livello casalingo). Oggi, la dieta iposodica è uno schema alimentare molto più complesso; anzitutto, la dieta iposodica è spesso anche una dieta ipocalorica, ciò è dovuto al fatto che molti casi di ipertensione riconoscono un’eziologia multipla, tra cui spicca l’eccessivo accumulo di tessuto adiposo (sovrappeso ed obesità) con aumento dell’Indice di Massa Corporea (>IMC o BMI, spesso in corrispondenza della fascia addominale).
Inoltre, la dieta iposodica può essere corretta sulla base di altre patologie esistenti, al fine di renderla efficace anche nel ripristino degli altri parametri metabolici compromessi; in molti casi, la dieta iposodica evolve così in una dieta anti-sindrome metabolica.

Gli accorgimenti più utili e frequenti da utilizzare nella composizione di una dieta iposodica «anti-sindrome metabolica» sono:

  1. Eliminazione del sale discrezionale e di tutti gli alimenti contenenti sodio aggiunto
  2. Giusto apporto energetico in base alla composizione corporea
  3. Moderazione del carico e dell’indice glicemico, per ridurre la glicemia e la trigliceridemia
  4. Moderazione del colesterolo alimentare e riduzione delle LDL circolanti nel sangue
  5. Aumento degli acidi grassi insaturi appartenenti alla famiglia ω3 e (se necessario) anche degli ω6 e ω9, a discapito degli acidi grassi saturi e/o idrogenati; l’effetto è traducibile in una riduzione della pressione arteriosa e dei trigliceridi, con abbassamento del colesterolo totale e/o delle LDL, e a volte un aumento delle HDL
  6. Aumento di acqua, fibra alimentare, sostanze fenoliche, lecitine vegetali, fitosteroli, vitamine antiossidanti e sali minerali antiossidanti o comunque utili (potassio, magnesio e calcio) per: ridurre l’assorbimento del colesterolo e migliorarne il metabolismo, ridurre lo stress ossidativo totale e migliorare l’equilibrio sodio/potassio a vantaggio della pressione arteriosa
  7. Moderazione/eliminazione dei nervini quali: caffeina, teina, altri stimolanti presenti nelle bevande energizzanti, alcol etilico ecc.

Inoltre, si consiglia di associare alla dieta iposodica: abolizione del tabagismo, riduzione delle situazioni eccessivamente stressogene e avviamento di un protocollo a tempo indeterminato di attività fisica motoria aerobica ed anaerobica.
In sintesi, la dieta iposodica è mirata non solo alla moderazione della pressione arteriosa ma anche alla riduzione del rischio cardiovascolare complessivo, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio per cardiopatia ischemica e sindrome vascolare cerebrale (facilitate da aterosclerosi e ipertensione o da fattori ereditari come gli aneurismi). NB. La dieta iposodica può anche necessitare i giusti accorgimenti per la prevenzione dell’iperuricemia o degli attacchi gottosi nei soggetti predisposti, ma si tratta di una terapia abbastanza peculiare e specifica.
Nella pratica, la dieta iposodica finalizzata alla compensazione dell’ipertensione e degli altri parametri metabolici predisponenti (sovrappeso, ipercolesterolemia, iperglicemia o diabete, ipertrigliceridemia, stress ossidativo elevato ecc.) si struttura nel seguente modo:

  • Eliminazione del sale da cucina e degli alimenti conservati (salumi, formaggi stagionati, scatolette ecc.); concessi solo i refrigerati e i surgelati
  • Riduzione di almeno 1/3 di tutte le porzioni ad eccezione degli ortaggi
  • Riduzione delle porzioni di: alimenti farinacei o altamente glucidici come la pasta, il pane e le patate, di frutta conservata come marmellate, frutta sciroppata, frutta disidratata ecc., e di frutta ipercalorica come banana matura, kaki, fichi, uva, mandarini ecc. NB: Meglio SOSTITUIRE gli alimenti farinacei raffinati con quelli INTEGRALI
  • Abolizione delle carni grasse, dei formaggi stagionati e dei tuorli d’uovo, riduzione drastica delle carni, dei formaggi e delle uova in generale a favore dei prodotti della pesca e in particolare del pesce azzurro (tonno fresco, alletterato, ricciola, palamita, serra, leccia, lampuga, sgombro, lanzardo, alice, sarda, aringa, aguglia, boga ecc.)
  • Sostituzione di qualunque condimento o grasso saturo o idrogenato con oli vegetali; impiego di olio extravergine di oliva per cucinare e (se graditi) di oli ricchi di ω-3 per condire a crudo (di soia, di kiwi, di vinaccioli, di noce, di lino ecc.). NB: l’utilizzo di frutta secca apporta acidi grassi essenziali MA dev’essere equilibrato rispetto all’apporto di grassi totali; per ogni 10g di frutta secca è necessario eliminare 5g di olio
  • Aumento significativo delle porzioni di ortaggi freschi e cotti; se assente, integrazione di frutta fresca con buccia
  • Abolizione di bevande energetiche e superalcolici; moderazione drastica di caffè, tè e del vino rosso ai pasti principali
  • Possibilmente, utilizzare acqua iposodica.